Ciuffetto e la Saggia Quercia seconda parte

Ciuffetto e la Saggia Quercia Prima parte
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Ciuffetto e la Saggia Quercia seconda parte

Ciuffetto e la Saggia Quercia 

“Come posso imparare ad accettare i miei pensieri, i miei sentimenti, il vento, la pioggia e il sole?

chiese Ciuffetto.

Ti insegnerò un modo“, disse la Saggia Quercia: “Inizia prendendo una delle mie foglie“.

Ciuffetto prese una foglia dalla Saggia Quercia.

Ora, piccolo alberello” spiegò la Saggia Quercia, “scrivi un pensiero e una sensazione che hai sulla foglia“.

Ciuffetto sembrava dubbioso, ma lo fece comunque….. fidandosi della Saggia Quercia che era stata gentile.

Ciuffetto dopo aver preso la foglia scrisse un pensiero e una sensazione su di esso :

Sto tremando e mi fa male lo stomaco“.

Ah,” disse la Saggia Quercia, “molti la pensano così quando pensano o si sentono a disagio.”

Ciuffetto chiese:

Che cosa faccio adesso con questa foglia e con il  pensiero e la sensazione scritta ora su di essa?

Lascia che il vento la prenda“, spiegò la Saggia Quercia.

La foglia con su di essa il pensiero e la sensazione venne catturata dal vento, volò per alcuni metri e cadde verso il ruscello sottostante.

Ciuffetto e la Saggia Quercia guardarono la foglia galleggiare via piano piano.

Che cosa faccio ora? Dove andrà quella foglia” chiese Ciuffetto.

La Saggia Quercia gli rispose: “Andrà dove la corrente andrà“.

Successivamente la Saggia Quercia chiese poi a Ciuffetto di prendere un’altra foglia e  di scrivere i suoi pensieri e sentimenti su di essa.

Ciuffetto fece quello che la Saggia Quercia gli suggerì. Di nuovo, entrambi gli alberi guardarono il secondo pensiero e la seconda sensazione scritta sulla foglia volteggiare nel vento, via via più distante, ma poi il vento improvvisamente la soffiò indietro e atterrò su Ciuffetto.

Ciuffetto, sorpreso, chiese alla Saggia Quercia, “Che cosa faccio ora? La mia foglia è tornata!”

La Saggia Quercia rispose: “A volte le foglie ritornano. Solo perché le lasciamo andare, non significa che sono andate per sempre. A volte abbiamo bisogno delle foglie per tenerci in vita. Quando in autunno cadono e volano via, abbiamo bisogno che in primavera tornino per catturare la pioggia e il sole, così possiamo crescere. A volte una foglia volteggia via solo per essere soffiata nuovamente dal vento. A volte la foglia invece se ne va per sempre. Guardare le foglie che vanno e vengono…..beh, questo è solo una parte dell’essere un albero”.

Ciuffetto sospirò e disse: “Hai ragione. Quindi quello che mi stai dicendo è che i pensieri e i sentimenti vanno e vengono e che le stesse cose che penso che mi stanno ferendo contemporaneamente mi stanno aiutando“.

La Saggia Quercia sorrise e disse: “Bravo Ciuffetto. I nostri pensieri e i nostri sentimenti sono come le nostre foglie. I nostri pensieri e sentimenti vanno e vengono, tutto il tempo. Fanno parte della vita“.

Ho un pensiero, “, esclamò Ciuffetto “Che cosa succede se scrivo i miei pensieri e sentimenti su una foglia ogni giorno o settimana? Penso che questo mi potrebbe aiutare a fare pratica lasciandoli andare e venire“.

La Saggia Quercia era particolarmente soddisfatta. “Ah, piccolo alberello, diventerai un grande albero. Hai imparato quello che tutti i grandi alberi devono imparare quando sono alberelli. Come io l”ho imparato dagli alberi che stavano qui davanti a me, tu l’hai imparato da me, e lo insegnerai alle tue piccole piantine”.

Da quel momento Ciuffetto decise di aprire le sue foglie per poter crescere.

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